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Articoli con tag ‘trattato’

Niccolò Machiavelli – Il Principe

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Quali sono le qualità che un capo politico deve possedere? Quali le caratteristiche imprescindibili di buon governo? Tutto questo e molto altro nel trattato politico del Segretario fiorentino. Umanista e uomo politico, Machiavelli affronta con acume e lucidità le problematiche relative alla definizione di governo, inteso nel senso più autentico. Autentico nella sua ricaduta “sociale”, autentico nella descrizione delle dinamiche e dei rapporti che regolano la vita politica nella sua generalità. Nella sua prosa scorrevole ma attenta alle fondamentali regole imposte dalla retorica classica, Machiavelli analizza con precisione le doti fondamentali che non possono mancare in chi governa. Ma attenzione. Pur nella citazione di esempi e nomi contemporanei, non sfugge un particolare. Cioè di come, andando oltre una certa finalità pratica, il trattato affronti problematiche che prescindono dalla contingenza storica per porsi al di là di essa. Le riflessioni sulla natura dell’uomo, si sa, non muoiono mai. Al contrario. Si fanno sempre più vive anche tra le pagine di opere che non ci aspetteremmo. Allora dovremmo forse tenere cari gli insegnamenti che abbiamo ereditato dal mondo classico. Aristotele sosteneva che l’uomo è fatto per vivere in società. Affermazione più che mai attuale. E che ci spinge a ripensare – sulle orme di Machiavelli – sui fondamenti del vero vivere in comune.

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Dante – De vulgari eloquentia

dveIl primo trattato sulla lingua italiana. Questo è il De vulgari eloquentia, opera “minore” e incompiuta di Dante. Secondo una prima intenzione dell’autore, il progetto iniziale del trattato – scritto in latino – avrebbe dovuto riguardare una descrizione esaustiva delle potenzialità della nuova lingua volgare, da utilizzarsi in primo luogo nei componimenti poetici. A sostegno delle proprie argomentazioni, Dante cita una serie di autori a lui contemporanei, portati a exempla dell’”eloquenza” di quel volgare più volte definito “illustre”. Ma ciò che più sorprende leggendo il trattato è la novità assoluta dell’approccio dantesco al problema della lingua. Con acuta sensibilità critica e linguistica, il Fiorentino propone una mappatura delle varietà linguistiche dell’Italia del Duecento, riuscendo di fatto in un’operazione mai compiuta sino ad allora. Il De vulgari eloquentia è un’occasione per scoprire un Dante linguista e teorico della lingua ante litteram. Un’occasione per scoprire più a fondo la genialità di colui che è stato a buon diritto eletto tra i padri fondatori della lingua italiana.

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