Piccoli suggerimenti di lettura…

Articoli con tag ‘specchio’

Salman Rushdie – L’incantatrice di Firenze

LIncantatriceDiFirenze

Gli occhi sono lo specchio dell’anima, si dice. Ma possono anche riflettere in sé le mille forme del mondo circostante e piegare, come d’incanto, la realtà al proprio volere. Questo è negli occhi della principessa Qara Köz/Angelica, ovvero Madonna Occhi Neri: creatura misteriosa, passionale, enigmatica. E tutto, intorno a lei, sembra cambiare e rispecchiare le mille luci delle sfarzose corti orientali o delle raffinate città italiane. Passato e presente, Oriente e Occidente, si riflettono l’uno dentro l’altro e si fondono in un’unica entità, quasi senza più nessuna distinzione di tempo e di spazio. Come in un gioco di specchi, ogni cosa si rivela e si nasconde allo stesso tempo. Specchi reali, specchi immaginari – lo specchio magico dei Medici, lo Specchio, fedele e fidata servitrice della principessa Angelica, la fuga da Firenze di Ago, Qara Köz/Angelica e lo Specchio prima e quella da Sikri del misterioso viaggiatore poi. E tutt’intorno fastosi e gloriosi imperi d’Oriente, Rinascimento italiano, Firenze e Machiavelli, tradizioni popolari. La Storia e la Leggenda si confondono, come incantate anch’esse dalla magia della principessa dagli Occhi Neri. Una visione ciclica di un mondo che, a dispetto delle apparenti divisioni, si scopre forse più unito che mai. Come acutamente osserva Mogor dell’Amore, lo straniero, “La maledizione della razza umana non è che siamo così diversi gli uni dagli altri, ma che siamo tanto simili”. Una magistrale lezione di umanità.

Luigi Pirandello – Uno, nessuno e centomila

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Realtà o finzione? Essere o apparire? Il protagonista del romanzo pirandelliano si ritrova all’improvviso e un po’ per caso a dover fare i conti con una considerazione a prima vista innocua: l’uomo non è ciò che crede di essere, ma vive diverse identità a seconda del giudizio altrui. E così ognuno di noi può avere mille personalità differenti che ci vengono attribuite ogniqualvolta ci relazioniamo agli altri. Ma se si prova a demolire l’immagine che di noi si è costruita all’esterno, si rischia di sprofondare nel baratro della follia. Follia agli occhi degli altri. Agli occhi persino dello specchio. Oggetto rivelatore per antonomasia dell’apparire dell’uomo a sé stesso, esso in realtà non fa che confondere ancora di più l’identità dell’uno con l’identità dei centomila che convivono in lui. Quello che appare allo specchio non è l’io in carne ed ossa. Ne è soltanto una pallida copia, ancor più sbiadita perché colta nella fissità inespressiva di una maschera. La maschera non vive. Nasconde. Nasconde la persona alla vista altrui e ne restituisce un’immagine per nulla autentica. E allora: qual è la verità, tra le centinaia possibili? E ammesso che ne esista una, qual è il confine tra questa verità e la finzione? Sollevando tali questioni “filosofiche”, il Pirandello romanziere affronta ancora una volta – dopo Il fu Mattia Pascal – la problematica della definizione dell’io. Antica quanto l’uomo e pur sempre attuale. 

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