Piccoli suggerimenti di lettura…

Articoli con tag ‘maschera’

Edgar Allan Poe – I racconti del mistero, dell’incubo e del terrore

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Il gatto nero, La caduta della Casa Usher, L’uomo della folla, I delitti della Rue Morgue: sono soltanto alcuni dei migliori racconti creati dalla penna di uno degli scrittori più ispirati ma anche più incompresi della storia della letteratura. Poe, poeta visionario e “maledetto”. Visioni oniriche, creature soprannaturali, castelli, abbazie e tanto altro ancora nei suoi racconti. Che ci mettono di fronte ai lati più oscuri della mente, alle inquietudini che da sempre accompagnano l’uomo nel suo cammino. Nella brevità di ogni singolo racconto trova compiuta espressione un piccolo mondo a sé stante, un mondo fatto di sogni, simboli e rivelazioni inaspettate. Episodi che spesso lasciano il lettore sospeso a metà, con più interrogativi di quanti non riescano a risolverne. E poi ancora donne straordinarie e affascinanti (come Ligeia e Morella, protagoniste degli omonimi racconti) – nelle cui descrizioni si può leggere una bellissima anticipazione dei motivi vampireschi della produzione letteraria immediatamente successiva a Poe –, mascherate teatrali e grottesche (ne La mascherata della Morte Rossa e in Re Peste), presenze metafisiche e terribili (L’ombra). Tutto crea un’atmosfera senza tempo, sospesa nel breve spazio della visionarietà di un sogno, un’atmosfera che rievoca i fantasmi del doppio di Stevenson e Wilde. Una produzione geniale, quella di Poe, tutta da scoprire. O ri-scoprire. 

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Luigi Pirandello – Uno, nessuno e centomila

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Realtà o finzione? Essere o apparire? Il protagonista del romanzo pirandelliano si ritrova all’improvviso e un po’ per caso a dover fare i conti con una considerazione a prima vista innocua: l’uomo non è ciò che crede di essere, ma vive diverse identità a seconda del giudizio altrui. E così ognuno di noi può avere mille personalità differenti che ci vengono attribuite ogniqualvolta ci relazioniamo agli altri. Ma se si prova a demolire l’immagine che di noi si è costruita all’esterno, si rischia di sprofondare nel baratro della follia. Follia agli occhi degli altri. Agli occhi persino dello specchio. Oggetto rivelatore per antonomasia dell’apparire dell’uomo a sé stesso, esso in realtà non fa che confondere ancora di più l’identità dell’uno con l’identità dei centomila che convivono in lui. Quello che appare allo specchio non è l’io in carne ed ossa. Ne è soltanto una pallida copia, ancor più sbiadita perché colta nella fissità inespressiva di una maschera. La maschera non vive. Nasconde. Nasconde la persona alla vista altrui e ne restituisce un’immagine per nulla autentica. E allora: qual è la verità, tra le centinaia possibili? E ammesso che ne esista una, qual è il confine tra questa verità e la finzione? Sollevando tali questioni “filosofiche”, il Pirandello romanziere affronta ancora una volta – dopo Il fu Mattia Pascal – la problematica della definizione dell’io. Antica quanto l’uomo e pur sempre attuale. 

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