Piccoli suggerimenti di lettura…

Articoli con tag ‘lingua’

Lewis Carroll – Alice nel Paese delle Meraviglie

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Vivace e giocoso, Alice nel Paese delle Meraviglie non è esattamente un romanzo per ragazzi. E per accorgersene basterebbe affrontarne la lettura in lingua originale. I giochi linguistici, le parodie della e sulla lingua stessa si nascondono all’ombra di ogni singola parola. Carroll si diverte a sfidare la sensibilità linguistica del lettore, creando delle vere e proprie girandole di parole che investono tutti i livelli che compongono la lingua nel suo insieme. Suoni, forme, parole, significati si intrecciano e danno vita a inaspettate creazioni linguistiche che si modellano alle vicende fantastiche raccontate nel romanzo e ai loro stravaganti protagonisti. La creatività di Carroll fa sì che il mezzo linguistico sia insieme svago e momento di sfida alle capacità ludiche del lettore. E così, mentre seguiamo da vicino le avventure della piccola Alice in un mondo incredibile, ci ritroviamo coinvolti in un gioco continuo tra suoni e parole. E senza neanche accorgercene, ritroviamo il ragazzino che è in noi, con la voglia di giocare e di evadere dalla grigia quotidianità per entrare in un mondo fantastico. Nel “paese delle meraviglie”.

Dante – De vulgari eloquentia

dveIl primo trattato sulla lingua italiana. Questo è il De vulgari eloquentia, opera “minore” e incompiuta di Dante. Secondo una prima intenzione dell’autore, il progetto iniziale del trattato – scritto in latino – avrebbe dovuto riguardare una descrizione esaustiva delle potenzialità della nuova lingua volgare, da utilizzarsi in primo luogo nei componimenti poetici. A sostegno delle proprie argomentazioni, Dante cita una serie di autori a lui contemporanei, portati a exempla dell’”eloquenza” di quel volgare più volte definito “illustre”. Ma ciò che più sorprende leggendo il trattato è la novità assoluta dell’approccio dantesco al problema della lingua. Con acuta sensibilità critica e linguistica, il Fiorentino propone una mappatura delle varietà linguistiche dell’Italia del Duecento, riuscendo di fatto in un’operazione mai compiuta sino ad allora. Il De vulgari eloquentia è un’occasione per scoprire un Dante linguista e teorico della lingua ante litteram. Un’occasione per scoprire più a fondo la genialità di colui che è stato a buon diritto eletto tra i padri fondatori della lingua italiana.

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