Piccoli suggerimenti di lettura…

Articoli con tag ‘libertà’

Aldous Huxley – Il mondo nuovo

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1932. Huxley scrive un romanzo a dir poco avveniristico. Immagina una società perfetta da ogni punto di vista, senza ombre, in cui il benessere regna sovrano e il dio progresso è l’unico credo. Una sorta di paradiso. Ma cosa succede quando un individuo di una società ritenuta “selvaggia” – e perciò inferiore – viene a contatto con questo mondo? Ovviamente il tentativo del Selvaggio di promuovere un interscambio positivo di valori tra le due realtà è del tutto inutile – e qui ci tornano in mente situazioni e personaggi dei quali Orwell scriverà anni dopo. Ma quelle create da Huxley sono atmosfere molto vicine alla fantascienza, tanto più inattese se si pensa all’epoca in cui il Il mondo nuovo viene concepito e realizzato. Di certo una buona chiave di lettura, nonché un ottimo spunto di riflessione, ci viene dall’epigrafe che apre il romanzo. Davvero le utopie ci aiutano a vivere meglio e ad avere una fiducia incondizionata nel presente e nel futuro più prossimo? Davvero ci fanno sentire più coscienti di noi stessi e dunque più liberi? O forse la libertà è un bene più prezioso di quanto si possa immaginare e che non può essere racchiuso in vuoti stereotipi? Meglio essere un po’ meno perfetti. Ma più liberi. 

Denis Diderot – La religiosa

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Conosciamo tutti il Diderot animatore dell’Illuminismo e padre dell’Enciclopedia. Ma l’intellettuale francese è pure l’autore di questo breve romanzo, noto anche con il titolo de La monaca. Nella storia di Susanna, giovane ragazza destinata alla vita claustrale, è facile rintracciare la critica di Diderot alla religione e alle sue forme esteriori. La ragione di stampo illuministico contro la religione vista come imposizione. Descrivendo la vita monastica attraverso gli occhi della protagonista, l’autore denuncia una realtà assai diffusa all’epoca, vale a dire quella della forzata reclusione in convento di giovani donne, spesso di nobili origini, ad opera di famiglie tese a mantenere il prestigio sociale del proprio casato. La vita in convento poteva garantire un consolidamento della posizione sociale delle ricche e nobili famiglie: in effetti è noto che superiore e badesse avevano grande influenza anche al di fuori delle mura dei monasteri. Ma il prezzo da pagare per raggiungere questo prestigio spesso era molto, troppo alto. Voleva dire perdere la propria libertà. La storia di Susanna ne è un esempio. La ragazza cerca in ogni modo di ribellarsi a ciò che le viene imposto e alla fine riuscirà nel suo intento, fuggendo e ricominciando una nuova vita. Leggendo La religiosa, però, non può sfuggire una considerazione: come non pensare all’episodio di Gertrude ne I promessi sposi? E allora il romanzo di Diderot può anche essere letto come un valido predecessore di uno dei capolavori della nostra letteratura.

George Orwell – 1984

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Sorprendentemente attuale. Ecco come si presenta il romanzo capolavoro di Orwell, volendo descriverlo in poche parole. Sorprendentemente attuale perché se si pensa che questo romanzo è stato concepito e scritto sessant’anni or sono, non si può non trovare un riscontro nella realtà di oggi. In un mondo in cui il potere dei media, spesso portavoce di qualsivoglia tipo di ideologia, si fa sempre più forte e invadente, è facile sentirsi, in fin dei conti, dei nuovi Winston sotto la lente di ingrandimento di quel “padrone assoluto”, di quel Grande Fratello che tutto osserva e tutto orchestra. Di quel Grande Fratello che, al di sotto di un’apparente ma allettante maschera benevola, in realtà nasconde il volto inquietante di un potere in grado di assoggettare l’inconsapevole uomo moderno. Nell’epopea di Winston, il tormentato protagonista, si rintraccia la volontà (o perlomeno il tentativo) di ribellione nei confronti di una società inglobante, il cui fine ultimo altro non è che la massificazione dell’individuo, a scapito di ogni tipo di libertà. Ma Orwell, in una visione lucida e disincantata, non offre un lieto fine consolatorio, né tantomeno una risposta definitiva. Al contrario, il fallimento di Winston non fa altro che gettare un’ombra inquietante, un nuovo interrogativo sulla nostra esistenza di uomini moderni. Quasi nuovo Icaro che troppo ha osato, il nostro eroe finisce irrimediabilmente per essere punito. Ma esiste punizione peggiore della riammissione finale nel mondo di Oceania? E della definitiva presa di coscienza che ogni tentativo di ribellione è vano, perciò tanto vale accettare di essere parte di questo mondo? Un romanzo attuale. Sorprendentemente attuale. E per riflettere.

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