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Articoli con tag ‘essere’

Luigi Pirandello – Uno, nessuno e centomila

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Realtà o finzione? Essere o apparire? Il protagonista del romanzo pirandelliano si ritrova all’improvviso e un po’ per caso a dover fare i conti con una considerazione a prima vista innocua: l’uomo non è ciò che crede di essere, ma vive diverse identità a seconda del giudizio altrui. E così ognuno di noi può avere mille personalità differenti che ci vengono attribuite ogniqualvolta ci relazioniamo agli altri. Ma se si prova a demolire l’immagine che di noi si è costruita all’esterno, si rischia di sprofondare nel baratro della follia. Follia agli occhi degli altri. Agli occhi persino dello specchio. Oggetto rivelatore per antonomasia dell’apparire dell’uomo a sé stesso, esso in realtà non fa che confondere ancora di più l’identità dell’uno con l’identità dei centomila che convivono in lui. Quello che appare allo specchio non è l’io in carne ed ossa. Ne è soltanto una pallida copia, ancor più sbiadita perché colta nella fissità inespressiva di una maschera. La maschera non vive. Nasconde. Nasconde la persona alla vista altrui e ne restituisce un’immagine per nulla autentica. E allora: qual è la verità, tra le centinaia possibili? E ammesso che ne esista una, qual è il confine tra questa verità e la finzione? Sollevando tali questioni “filosofiche”, il Pirandello romanziere affronta ancora una volta – dopo Il fu Mattia Pascal – la problematica della definizione dell’io. Antica quanto l’uomo e pur sempre attuale. 

William Shakespeare – Amleto

amleto

“Essere o non essere”. I due concetti chiave di tutta la filosofia classica, nonché del pensiero occidentale. Nella frase del principe danese si ritrova tutta l’eredità culturale che il mondo greco e latino ci ha lasciato. Negli anni in cui Shakespeare scrive, grandissima è la riscoperta dei grandi drammi della latinità. Della riscoperta dei valori fondanti la natura umana. Della riscoperta dell’uomo, vero fulcro dell’universo. In un crescendo di azioni e passioni, l’Amleto ci conduce nel cuore delle vicende e dei sentimenti umani, svelandone i più reconditi angoli. La tragedia shakespeariana è uno scandaglio dell’animo dell’uomo, indagato in tutta la sua complessità. Amleto, autentico personaggio tragico, è l’uomo delle antitesi e delle contraddizioni. Malinconico, eternamente combattuto tra l’essere e il dover essere, tra l’istinto e la razionalità, egli trova nella dimensione del dubbio e della follia la realizzazione più congeniale dei propri progetti. Ma inevitabilmente questi progetti di vendetta sono destinati a naufragare. Perché in Amleto convivono risoluzione e debolezza. Perché Amleto, in fondo, è “umano”. 
Sulla tragedia – e soprattutto sull’omonimo protagonista – tanto si è scritto e si è dibattuto. Ma niente è valso a toglierle il fascino che le è proprio. E che la rende immortale.

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