Piccoli suggerimenti di lettura…

Articoli con tag ‘destino’

Thomas Hardy – Un semplice interludio

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Pubblicata nel 1885 e apparsa soltanto oggi per la prima volta nel nostro Paese, questa short story di Hardy poco si discosta dai suoi grandi romanzi. Hardy dipinge brillantemente i chiaroscuri della “sua” società vittoriana. E la breve storia di cui Baptista Trewthen è protagonista ne è l’ennesima dimostrazione. Forse meno decisa e meno definita psicologicamente rispetto alle altre primedonne dei romanzi hardiani, Baptista si ritrova, suo malgrado, a seguire passivamente il corso degli eventi, a custodire un segreto inconfessabile al di sotto di una tranquillità di superficie. Splendida, a tal proposito, la breve descrizione della giovane donna in apertura del racconto: “Inutile cercare sul volto di lei quei colori e quelle sfumature che i cambiamenti repentini di situazioni dipingono sul viso di donne più emotive. […] Non vi era stata alcuna crisi, nei suoi primi anni di fanciulla, che svelasse cosa si nascondeva, come il metallo in fondo a una miniera, dentro di lei”. Attrice involontaria di una piccola tragedia a sfondo familiare (o forse sarebbe meglio parlare di commedia?), Baptista è una personalità mite e a tratti debole, alla quale il destino gioca uno scherzo crudele. Ma alla fine sarà proprio quello stesso destino a dare una mano alla sfortunata ragazza nel riprendere il corso di una vita “normale” dopo quel semplice interludio di un’avventura imprevista e imprevedibile. Nel ricomporre “Giorno dopo giorno la tragicommedia della sua esistenza”.

Charles Dickens – Grandi speranze

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Una storia a lieto fine. Questo è quanto suggerisce il titolo del romanzo di Dickens. Nella parabola dell’orfano Pip è facile vedere un riflesso del self made man, di colui che, vuoi per aiuto della sorte, vuoi per meriti personali, finisce per creare da sé la propria agiatezza sociale. Pip, passando attraverso una interminabile serie di peripezie e incontrando lungo il suo cammino una singolare varietà di uomini e donne più spesso intenzionati ad ostacolarlo che ad aiutarlo, arriverà finalmente al momento del riscatto sociale, di fatto capovolgendo la propria condizione di orfano povero. Dall’infanzia alla maturità. Dalla povertà alla ricchezza. Quale migliore lieto fine? E malgrado un susseguirsi incessante di alti e bassi, di sventure e di colpi di fortuna, la storia di questo eroe moderno rivela una sostanziale fiducia di fondo. Un invito a confidare nelle nostre capacità e anche – perché no – nella nostra buona stella, persino nei momenti più bui. Un invito all’ottimismo. Perché in fondo l’uomo rimane sempre l’unico artefice del proprio destino.   

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