Piccoli suggerimenti di lettura…

Archivio per maggio, 2009

Thomas Hardy – Un semplice interludio

UnSempliceInterludio

Pubblicata nel 1885 e apparsa soltanto oggi per la prima volta nel nostro Paese, questa short story di Hardy poco si discosta dai suoi grandi romanzi. Hardy dipinge brillantemente i chiaroscuri della “sua” società vittoriana. E la breve storia di cui Baptista Trewthen è protagonista ne è l’ennesima dimostrazione. Forse meno decisa e meno definita psicologicamente rispetto alle altre primedonne dei romanzi hardiani, Baptista si ritrova, suo malgrado, a seguire passivamente il corso degli eventi, a custodire un segreto inconfessabile al di sotto di una tranquillità di superficie. Splendida, a tal proposito, la breve descrizione della giovane donna in apertura del racconto: “Inutile cercare sul volto di lei quei colori e quelle sfumature che i cambiamenti repentini di situazioni dipingono sul viso di donne più emotive. […] Non vi era stata alcuna crisi, nei suoi primi anni di fanciulla, che svelasse cosa si nascondeva, come il metallo in fondo a una miniera, dentro di lei”. Attrice involontaria di una piccola tragedia a sfondo familiare (o forse sarebbe meglio parlare di commedia?), Baptista è una personalità mite e a tratti debole, alla quale il destino gioca uno scherzo crudele. Ma alla fine sarà proprio quello stesso destino a dare una mano alla sfortunata ragazza nel riprendere il corso di una vita “normale” dopo quel semplice interludio di un’avventura imprevista e imprevedibile. Nel ricomporre “Giorno dopo giorno la tragicommedia della sua esistenza”.

John Steinbeck – Uomini e topi

Uomini e topi

Romanzo brevissimo ma di intensa ispirazione. Uomini e topi contiene già nel titolo – con il richiamo alla poesia di Robert Burns, To A Mouse, On Turning Her Up In Her Nest With The Plough – il presagio di un epilogo negativo: il senso di fallimento di ogni progetto architettato dalla mente dell’uomo. George e Lennie, legati da un saldo vincolo di fraterna amicizia e di sincera solidarietà nonostante le profonde diversità di personalità e di carattere, sognano un avvenire che li riscatti dalla posizione subalterna in cui si vedono costretti a vivere, sempre alla ricerca di fattorie e proprietari ai quali prestare il proprio servizio. Ma questo non basta, i due vogliono vivere, essere essi stessi i padroni di quelle terre, progettano sogni e speranze di riscatto sociale. Sullo sfondo, la selvaggia e arida campagna californiana, il calore quasi opprimente del sole che si riversa sulla natura e, di rimando, sembra isolare gli uomini nella loro immobilità e nel loro destino tragico e ormai già segnato. Come incapaci di muoversi, la sola possibilità che è rimasta loro è quella di immaginare, immaginare un sogno che già sanno, in fondo, essere irrealizzabile. Fino al doloroso ma inevitabile epilogo. 

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